Storia dell’associazione

16 ottobre 1920

Fondazione dello Sport Club Palü.
Scopo: promuovere attività sportive invernali ed estive. 

 Gara organizzata dallo Sport Club Palü negli anni ’30.

19 maggio 1934

Lo Ski Club Poschiavo cessa definitivamente le sue attività, che vengono man mano assunte, continuate ed ampliate dallo Sport Club Palü.

1940

Sorgono divergenze fra la Direzione e un numero di Membri dello Sport Club Palü che inevitabilmente portano a una scissione e ristrutturazione.

14 marzo 1948

Nasce l’Unione Sportiva Poschiavina (USPe).
Scopo: promuovere tutti gli sport invernali ed estivi. In seno all’USPe nascerà la prima squadra di calcio poschiavina, l’ACP.

Agosto 1948 – Quer durch Celerina

Carlo Giuliani, Clemente Capelli, Reto Giuliani e Tarcisio Testini vincono la staffetta! In primo piano il presidente Ettore Lanfranchi.

Agosto 1951 – Quer durch Celerina

Mario Rada, Dante Vecellio, Giovanni Rampa, Bruno Beti e Ettore Lanfranchi.

2 dicembre 1958

Fusione dello Sport Club Palü con l’Unione Sportiva Poschiavina. Nasce così la nuova società, la “SPORTIVA PALU POSCHIAVO” (SPP). Il Sodalizio diventa ufficialmente membro della Federazione Svizzera di Sci.

Essa promuove una gamma di attività sportive sempre più diversificate: sci alpino. sci di fondo, escursionismo, staffette polisportive, rally, gruppi G+S, corsi di sci per scolari.

4 novembre 1995

Si festeggiano al Centro Culturale Poschiavino Rio i 75 anni di attività della Sportiva Palü Poschiavo. Per l’occasione si decide di dare un segno innovativo al Sodalizio lanciando un nuovo Logo elaborato per l’occasione, sulle tracce del simbolo esistente, dal maestro Pierluigi Crameri. La sagoma del pizzo Palü ovviamente rimane come punto di riferimento. La scritta assume caratteri moderni. Il vasto spazio che separa lo scritto dal simbolo vuol sottolineare l’infinito che ci circonda. Infinito che emerge prepotente quando si raggiunge la vetta.

Allora, di fronte agli “infiniti orizzonti” agli “interminati spazi” e alla “profondissima quiete”, pur nell’orgoglio della meta raggiunta, come il Poeta, ci rendiamo conto della nostra pochezza di fronte all’Universo e siamo invitati a una riflessione di umiltà.